CRONACA E ATTUALITÀ POLITICA LOCALE
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| | 05/04/2011 | Comune di Alba | | | | |
| UFFICIO DELLA PACE DI ALBA: “GUERRE E MIGRAZIONI, INIZIAMO A RIFLETTERE” | | |
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L’Ufficio della Pace di Alba invita a riflettere sulla situazione libica: “Cento anni fa l’Italia conquistava la Libia, con decine di migliaia di morti. La Gazzetta di Torino, il 6 ottobre 1911, titolava in prima pagina: Il tricolore consacra Tripoli all’Italia - Gli arabi si sottomettono - Particolari del bombardamento di Tripoli. Oggi in Libia c’è di nuovo guerra. Fra alterne fortune continuano gli scontri delle milizie ostili a Gheddafi e quelle a lui fedeli; mentre i paesi della NATO (non tutti e anch’essi in contrasto fra loro), continuano gli attacchi aerei sostenendo che sono ‘a difesa della popolazione’. Ancora una volta è evidente che le azioni armate non risolvono i problemi e ne creano di nuovi. Ribadiamo che sarebbe stato saggio - e ancora lo sarebbe - affidare all’Unione degli Stati Africani un intervento anzitutto diplomatico e poi di interposizione e controllo del cessate il fuoco, piuttosto che dare il via libera ai bombardieri di paesi ex - coloniali. In ogni conflitto si può trovare una soluzione diversa dalla reciproca distruzione. Lo stesso vale per il conflitto che si va prospettando entro il territorio italiano per l’arrivo di questa nuova ondata di migranti, siano essi in fuga dalle guerre o da insostenibili situazioni di miseria. L’Ufficio della Pace invita i cittadini a riflettere sul fatto che questi grandi spostamenti di popolazioni sono la conseguenza di enormi diseguaglianze fra le condizioni di vita nei paesi poveri (oggi soprattutto l’Africa e parte dell’Asia) e nei paesi ricchi, dei quali l’Italia fa parte. Tali diseguaglianze si sono create e accresciute nel tempo in seguito a processi di conquista, colonialismo e sfruttamento, operati per anni dagli stati che oggi intervengono militarmente negli stessi luoghi. E’ urgente restituire: sia accogliendo nell’immediato chi sta fuggendo, sia finanziando (senza attenderne alcun ‘ritorno’) progetti di sviluppo umano e sociale gestiti direttamente dalle popolazioni. Per trovare i fondi basterebbe smettere di spendere in bombe, missili e bombardieri (l’Italia ha stanziato 15 miliardi per acquistare 131 cacciabombardieri F35 e spende 2 milioni di euro al giorno solo per partecipare alla guerra in Afghanistan!). Basta guerra!”.
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| Allegato 1
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