
«La firma posta oggi da Emma Margegaglia e Tano Grasso sul protocollo d’intesa a supporto delle imprese e degli imprenditori vittime del racket ha tutto il nostro plauso e il nostro sostegno. Si tratta di un segnale importante per proseguire in un percorso di contrasto alla criminalità organizzata che deve essere il più convinto e condiviso possibile».
Con queste parole il presidente dell'Associazione Industriali di Novara, Fabio Ravanelli, commenta l’accordo sottoscritto oggi dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e dal presidente onorario della Fai (Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane) Tano Grasso, per sostenere le aziende vittime del racket.
«Con questo accordo – aggiunge Ravanelli – Confidustria e la stessa Ain ribadiscono il loro impegno nella lotta contro ogni forma di illegalità e la volontà di instaurare sinergie con tutti in soggetti che sono in prima linea nel combattere le attività criminali. Il problema della criminalità organizzata, infatti, non riguarda solo il Sud d’Italia, ma tutte le realtà caratterizzate da una forte vocazione economica e imprenditoriale».
«Nella sede dell’Ain – ricorda il direttore, Aureliano Curini – è sempre attivo uno “sportello” di ascolto per chi è vittima dell’usura, aperto nell’estate del 2008 su iniziativa della Prefettura di Novara. A testimonianza della sensibilità dei nostri vertici su questo tema, sottolineo anche il forte invito “alla prudenza e alla vigilanza”, sia nei rapporti commerciali fra aziende sia nelle relazioni personali fra imprenditori, al fine di garantire la massima trasparenza nella gestione del business sul territorio su cui, nel febbraio scorso, si è espresso all’unanimità il nostro Consiglio Direttivo. Ricordo anche che già nel giugno 2003 l’Ain ha approvato un Codice etico, tuttora in vigore, che stabilisce i principi di responsabilità sociale di ogni azienda aderente. Tutti gli imprenditori nostri associati si impegnano, infatti, a rispettare modelli di comportamento ispirati alla legalità, all'autonomia, all'integrità, all'uguaglianza, alla solidarietà, e a sviluppare azioni coerenti con questi modelli».